Anna Iannaccone

Personal Trainer
Chinesiologa

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La valutazione della composizione corporea a la personalizzazione dell'allenamento. Il ruolo del Personal Trainer

Posted by annaiannapt@gmail.com on 23 maggio 2019 alle 02.25 Comments commenti (0)


Il primo passo per poter organizzare una scheda di allenamento veramente personalizzata e un'alimentazione appropriata, è la conoscenza oggettiva della composizione corporea. Attraverso il test di bioimpedenziometria (BIA), è possibile sapere da cosa è composto il nostro peso corporeo ed è possibile ottenere una serie di valori fondamentali per poter proporre un corretto allenamento e un’alimentazione appropriata.


In particolare, se il Personal Trainer non conosce lo stato di idratazione del cliente, rischia di impostare un allenamento non adatto al soggetto e non funzionale agli obiettivi prefissati. Il bioimpedenziometro è uno strumento altamente professionale che consente al Personal Trainer di conoscere dati importanti prima di proporre uno schema di allenamento, e poter distinguere un soggetto tendenzialmente sotto stress o in sovrallenamento da un soggetto con buona massa cellulare e buone capacità di recupero, piuttosto che una persona disidratata da una in ritenzione idrica. Questi valori andranno verificati nel tempo ma da subito possono essere utilizzati per dosare l’allenamento e l’alimentazione in funzione della situazione oggettiva del soggetto, e per proporre allenamenti realmente personalizzati sia nell'intensità che nella durata. Un programma di allenamento che sia realmente personalizzato, sia in ambito fitness sia in ambito sportivo, deve necessariamente partire da una approfondita anamnesi iniziale e dalla raccolta dei dati del cliente, valutando la sua composizione corporea, gli aspetti posturali e funzionali, la resistenza, la forza, la flessibilità.


Sono una Personal Trainer specializzata nella composizione corporea e nella programmazione dell’allenamento. Mi occupo inoltre di allenamento individualizzato in funzione degli obiettivi dei clienti (forza, ipertrofia, “tonificazione”, performance sportiva, fitness) di allenamento funzionale e di ginnastica posturale. Esercito la mia professione nel mio studio PT a Bologna.Utilizzo la metodica bioimpedenziometrica per la valutazione della composizione corporea con gli strumenti migliori: AKERN e BIOTEKNA. 


Come si esegue il test di bioimpedenziometria? Si fa sdraiare il soggetto e tramite il posizionamento di 4 elettrodi, due sulla mano e due sul piede, si misura la resistenza e la reattanza del suo corpo. Questi due valori verranno poi inseriti nel software in dotazione, grazie al quale verranno estrapolati una serie di dati:

BCM: (MASSA CELLULARE): è la componente metabolicamente attiva dell'organismo. Ogni persona ha una BCM minima sotto la quale è sconsigliato scendere, causa diminuzione sia della massa muscolare magra che del metabolismo. E' il valore fondamentale che occorre monitorare nel tempo, e che ci permette di capire se la persona è malnutrita ed in overtraining.

TBW: (TOTAL BODY WATER): è il maggior componete dell'organismo, per questo la corretta determinazione costituisce la base per stimare i parametri di forma fisica. Se l'acqua è nella norma tutti i parametri misurati dalla BIA saranno attendibili, quindi di conseguenza anche la plicometria risulterà corretta.

BCMI: (INDICE DI MASSA CELLULARE CORPOREA): è il rapporto tra la BCM E l'ALTEZZA del soggetto. Indica lo stato nutrizionale del soggetto. Valori inferiori ad 8 per le donne e a 10 per gli uomini indicano Malnutrizione.

PA: (ANGOLO DI FASE): misura la relazione fra resistenza e reattanza. In un soggetto sano questo valore è compreso tra 6 e 7 gradi. Valori sotto i 5 gradi indicano una rottura delle membrane cellulari o un accumulo di fluidi extracellulari (ritenzione idrica). Valori intorno ai 10 gradi indicano forte disidratazione o BCM superiori alla norma, come nel caso di sportivi professionisti.

NA/P: (SCAMBIO SODIO POTASSIO): è un valore molto importante che ci indica il buon funzionamento o meno della cellula. Il valore ideale è un rapporto di uno a uno fra sodio e potassio. Se il valore sale fino a 1,6 vuol dire che è entrato nella cellula il 60% in più di sodio, quindi siamo in presenza di forte ritenzione idrica (iperidratazione) e malnutrizione proteica. Se il valore scende a 0,6 siamo in presenza di forte disidratazione e malnutrizione energetica (occorre aumentare le calorie giornaliere).

Oltre a questi valori la BIA è in grado di misurare il Metabolismo Basale, che è direttamente collegato con la quantità di BCM del soggetto, l'acqua intra ed extracellulare, ed il rapporto tra massa intra ed extracellulare.


(AKERN BIA 101 BIVA)

Che cosa è uno Studio di Personal Training e in cosa si distingue dalla palestra?

Posted by annaiannapt@gmail.com on 09 gennaio 2017 alle 14.55 Comments commenti (0)


La prima differenza riguarda il concetto di allenamento one to one. In uno Studio di Personal Training l’allenamento è individualizzato, ovvero si concentra esclusivamente sul singolo, nel rispetto delle sue esigenze e delle sue caratteristiche individuali. Questo è il presupposto fondamentale per la costruzione di un programma personalizzato.


Allenamento uno a uno significa essere seguiti passo dopo passo dal tuo Personal Trainer in maniera esclusiva. Anche nelle palestre esistono i pacchetti Personal Training ma la differenza sta nel fatto che in uno studio Personal in quell’ora ci sei solo tu, esisti solo tu senza avere altre persone intorno, senza perdite di tempo. Una volta arrivato/a devi solo cambiarti e iniziare ad allenarti con il/la tua Personal Trainer senza dover aspettare che si liberino i macchinari impegnati da altre persone. L’ambiente e gli spazi sono destinati ad offrire un servizio personalizzato ed esercizio fisico mirato, nel rispetto delle esigenze del singolo, in completa sicurezza per il raggiungimento degli obiettivi. Inoltre, in uno studio di Personal Training il rapporto con il professionista che ti segue è strettamente personale ed è coperto dal segreto professionale, nel rispetto della tua privacy.


La seconda grande differenza riguarda la personalizzazione del programma di allenamento. Cos’è realmente la personalizzazione dell’allenamento? Alla base della personalizzazione c'è la valutazione del soggetto nel rispetto della sue caratteristiche individuali. L’analisi soggettiva deve essere dettagliata. Attraverso dei semplici test è possibile analizzare la composizione corporea, essenziale per conoscere lo stato di forma fisica, effettuare un’analisi posturale per individuare alterazioni o zone di scompenso e per inserire esercizi specifici, analizzare le tensioni muscolari e la mobilità articolare, verificare la presenza di eventuali dolori o fastidi per ripristinare la funzionalità ed eliminare il dolore, testare la capacità aerobica, valutare la performance psicofisica. Senza un’ analisi dettagliata, l’allenamento rischia di essere casuale. “Personalizzazione”, “allenamento personalizzato” sono termini spesso abusati senza rigore di scienza. Accertatevi dunque che questa sia effettiva e concreta se non volete incorrere in infortuni, se volete allenarvi realmente e raggiungere davvero i vostri obiettivi nel rispetto della salute e in totale sicurezza.


Nel mio studio di Personal Training dedico un primo incontro alla stesura di un’anamnesi, indago sugli stili di vita e sulle abitudini alimentari. Vengono definiti inoltre gli obiettivi da raggiungere e nello stesso incontro effettuo il test di bioimpedenziometria per una valutazione precisa ed accurata che condivideró con il soggetto. Effettuo una valutazione antropometrica e funzionale realizzando una vera e propria consulenza che rappresenta il primo step per intraprendere un percorso costruito su misura. Il programma dipende dagli obiettivi nel rispetto delle esigenze individuali.


Nel mio studio di Personal Training vengono concordati con il cliente/atleta gli orari e i giorni di allenamento secondo un calendario di appuntamenti e vengono pianificati i fit check di controllo per monitorare il lavoro svolto. Durante le lezioni saranno spiegati sempre gli esercizi e ogni singolo movimento sarà guidato dalla mia supervisione. Ti accompagnerò nel tuo percorso portandoti per mano. Non esiste una scheda di allenamento prestampata perché gli esercizi possono essere diversi in base alle tue condizioni e ai progressi raggiunti di volta in volta. Ti insegnerò ad allenarti con il massimo beneficio e il minor rischio. Sono tantissimi gli errori che si commettono in palestra e troppo spesso vengono somministrati esercizi uguali per tutti indistintamente, senza curarsi delle esigenze individuali.


Un altro aspetto legato ai vantaggi di uno Studio di Personal Training consiste nella comodità di poter venire vestito/a come ti pare, tanto ci sarà solo il tuo o la tua Personal Trainer. Inoltre in uno studio Personal puoi evitare la confusione degli spogliatoi. Nel tuo studio Personal nessuno ti giudica e puoi parlare liberamente senza essere ascoltato da orecchie indiscrete. Tutto quello che dici è coperto dal segreto professionale.


Vediamo adesso com’è l’ambiente in uno studio di Personal Training. Se verrai nel mio studio, noterai subito un ambiente piccolo, rassicurante, accogliente distribuito su circa 40 mq, senza macchinari da palestra perché ritengo più sicuro ed efficace lavorare svincolati dalle macchine a schema fisso. Lavorare con i pesi liberi o soltanto con il peso del proprio corpo implica lo sviluppo della coordinazione e della propriocezione, coinvolgendo tutti i distretti muscolari. Le macchine isotoniche non sono così sicure da utilizzare perché obbligano a un movimento standard e non permettono di utilizzare varie funzioni muscolari nel rispetto del proprio range di movimento. Si lavora prevalentemente a corpo libero e con piccoli attrezzi oppure con le panche e i manubri, il bilanciere, il trx, le palle mediche, le kettlebell, la fitball, lo step, gli elastici. Troverai inoltre un Rack per eseguire tutti gli esercizi con il bilanciere, le corde con carrucole e una multifunzionale che utilizzo in casi specifici. Nel caso della ginnastica posturale si lavora prevalentemente a corpo libero con movimenti seguiti attentamente da me e con l’ausilio di piccoli attrezzi.


Spesso il Fitness è schiavo di mode e piegato alle regole del marketing. Nel mio studio di Personal Training, ogni tipologia di allenamento è costruito nel rispetto della Funzionalità dell’esercizio per migliorare le prestazioni ottimizzando le capacità motorie e la componente estetica risulterà una conseguenza del benessere fisico.


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Bioimpedenziometria e plicometria: pregi e difetti. Valutazione della composizione corporea.

Posted by annaiannapt@gmail.com on 14 dicembre 2016 alle 05.30 Comments commenti (10)



La determinazione della composizione corporea è il presupposto essenziale per la programmazione dell’allenamento su base individuale e per impostare una dieta personalizzata. L’esame della composizione corporea è l’esame della struttura corporea e delle sue componenti. Essa ci permette di quantificare la componente muscolare, ossea e di grasso corporeo, il livello di idratazione (acqua totale), distribuzione di acqua intra ed extracellulare, minerali totali, massa metabolicamente attiva, metabolismo basale correlato alla massa cellulare. L’analisi della composizione corporea, in sostanza, permette di delineare il profilo fisiologico del soggetto. Nell’ambito dello sport e del fitness è fondamentale per elaborare un piano di allenamento e un piano alimentare personalizzati. Tra i metodi di valutazione ci sono la plicometria e la bioimpedenziometria.


L’esame più attendibile per analizzare la composizione corporea è il test di bioimpedenziometria. Il bioimpedenziometro professionale consiste nell'applicazione di quattro elettrodi su mani e piedi in posizione supina e, tramite il passaggio di una corrente impercettibile, restituisce una serie di dati da elaborare. Il test è serio ed affidabile se eseguito stando sdraiati e rilassati per pochi minuti. Non è invasivo e non è doloroso. E' uno strumento utilizzato in diversi ambiti, dalla nutrizione alla medicina generale e dello sport, dal fitness alla preparazione atletica ed è adatto a tutti. Dalla valutazione dei dati ottenuti dal test, il medico, il nutrizionista e il personal trainer specializzato o una palestra specializzata possono intervenire nel proprio campo di applicazione. L'importanza di questo test sta nell'utilizzo dei dati da parte del professionista che è in grado così di proporre un programma personalizzato costruito su basi scientifiche. L’unico difetto della BIA è che ha un costo più alto della plicometria perché richiede maggiore specializzazione ed è un valido supporto per la realizzazione dell’allenamento su basi scientifiche, nel rispetto dell’individualità biochimica. Esistono la teoria dell’allenamento e la fisiologia, poi c’è la biochimica individuale. In genere i costi sono molto ridotti se la palestra o il professionista che vi segue, vi propone pacchetti di incontri/lezioni in funzione del lavoro da svolgere.


La Bioimpedenziometria o BIA (Body Impedence Assessment) dunque misura l'acqua corporea e come essa è distribuita: acqua intracellulare ed extracellulare. Inoltre misura la quantità di massa magra e la densità muscolare, la massa grassa, il metabolismo basale e tanti altri valori interessanti che delineano il profilo fisiologico. L’elemento idratazione è fondamentale per la valutazione della composizione corporea perché l’acqua corporea è necessaria per garantire il funzionamento del nostro organismo, del metabolismo e dei meccanismi fisiologici. Conoscere solo la massa grassa e la massa magra senza sapere il livello di idratazione è insufficiente ai fini della valutazione della composizione corporea. Non dimentichiamo infatti che siamo fatti per quasi il 70% di acqua! Se, ad esempio, i meccanismi fisiologici sono alterati, è inutile ostinarsi con allenamenti massacranti per mettere massa muscolare: l'ipertrofia muscolare ricercata con l'allenamento funziona su una persona "in fisiologia". Quando i meccanismi fisiologici sono alterati la cascata ormonale per realizzare l'ipetrofia (per tonificare, nel caso delle donne) non si attiva. Con la BIA è possibile ottenere informazioni sul sistema ormonale del soggetto esaminato e questo permette di intervenire sull’intensità dell’allenamento, sullo stile di vita e sull’alimentazione. Avete notato che molte persone non riescono a migliorare con l’allenamento? Oppure che alcune mangiano meno di altre eppure sono sempre grasse?


Emblematico è il caso delle donne che iniziano ad allenarsi con i pesi per migliorare la composizione corporea, accrescendo la massa magra a scapito della massa grassa. Questo concetto purtroppo spesso non funziona nella pratica con tutti i soggetti. Alcune donne hanno un alto livello di ritenzione idrica e il concetto per cui mi basta allenarmi con i pesi per far rientrare l’acqua nella componente intracellulare, diminuendo l’acqua extra cellulare non si realizza sempre perché le variabili sono tantissime e dipendono dal soggetto. In casi di infiammazione cellulare il classico allenamento di tonificazione (ipertrofia) per le donne non funziona perché a livello fisiologico ci sono meccanismi alterati che non fanno partire la cascata ormonale per realizzarla. Magari funzionasse un protocollo valido per tutte! Molte donne lamentano scarsi risultati e dopo aver intrapreso un programma di allenamento con i pesi si ritrovano a breve con le gambe più grosse di prima! A quel punto il loro terrore nei confronti dell’allenamento con i pesi è fondato! Il problema è che le donne credono che l’imputato sia l’allenamento con i pesi ma in realtà la causa di quel gonfiore è dovuto all’infiammazione cellulare. Infatti, in presenza di ritenzione idrica e di alta infiammazione cellulare, il classico allenamento con i pesi per “tonificare” non funziona, anzi può essere peggiorativo. Occorre prima risolvere e tamponare il danno cellulare causata dall’infiammazione (di cui la ritenzione idrica e la cellulite sono gli effetti) dosando l’intensità e il recupero dell’allenamento, scegliendo gli esercizi più appropriati, intervenendo sullo stile di vita, sull’alimentazione nel rispetto della circadianità ormonale e stabilire se, per esempio, i carboidrati di sera vanno inseriti oppure no, definire la qualità degli alimenti in base al loro indice glicemico, insulinico e al loro potenziale alcalinizzante. Non esistono solo le quantità e le calorie. Tutto dipende dal soggetto. Con la BIA è possibile monitorare nel tempo l’andamento del lavoro svolto e apportare le modifiche necessarie al programma.


La plicometria è il metodo più veloce e meno costoso. Purtroppo è incompleto. In teoria chiunque può imparare a rilevare le pliche, seguendo le indicazioni corrette. Il limite è legato all’esperienza dell’operatore. In questo senso, la plicometria è operatore-dipendente: è difficile ottenere una misurazione oggettiva perché, nonostante le misure standardizzate da seguire, le rilevazioni possono essere completamente differenti se effettuate da due operatori diversi. Dunque il rischio di commettere errori è molto alto. Per una maggiore attendibilità dei dati nel tempo è consigliabile far eseguire le misurazioni sempre allo stesso operatore. Questo metodo, inoltre, utilizza un modello in cui il corpo è suddiviso in due compartimenti: massa grassa e massa magra. Dopo la rilevazione delle pliche cutanee attraverso uno strumento che si chiama plicometro, è possibile calcolare la percentuale di massa grassa e per differenza la percentuale di massa magra, utilizzando equazioni specifiche che tengono conto della somma delle pliche. Questo metodo, utilizzando un modello bicompartimentale (suddivide il corpo soltanto in due compartimenti, massa grassa e massa magra), dà per scontate la quantità di acqua totale e la sua distribuzione. Dunque, questo metodo si può applicare a persone normoidratate. Purtroppo, nella maggior parte dei casi e soprattutto nel caso delle donne, come abbiamo visto, il livello di idratazione non è costante. Il parametro dell’acqua totale e la sua distribuzione è un valore importante: una corretta idratazione è necessaria per garantire il funzionamento del nostro organismo e dei meccanismi fisiologici. Ricordo che siamo fatti per quasi il 70% di acqua. Il dato dell’acqua invece è in grado di farci capire se i meccanismi fisiologici e ormonali sono alterati e come impostare un programma di allenamento per migliorare e far stare bene le persone. Infine, nelle persone obese o in forte sovrappeso e nelle persone molto muscolose, il tessuto adiposo non si separa facilmente dal muscolo: più il soggetto è grasso, più diventa difficile la rilevazione. Personalmente utilizzo il plicometro professionale quando occorre misurare il grasso sottocutaneo integrando i dati con quelli della BIA, in grado di fornire la misurazione più dettagliata del tessuto adiposo: grasso viscerale e grasso intramuscolare.


Anna Iannaccone Personal Trainer certificata ISSA

Dottoressa in Scienze Motorie, tesi di laurea in Fisiologia del Movimento Umano "Valutazione della composizione corporea in un campione di soggetti di sesso femminile praticanti attività fisica"

Specializzata in Scienze dello Sport, Riabilitazione Fisico Motoria e Performance Psicofisica dello Sport, Analisi Posturale e Rieducazione Funzionale, Nutrizione e Analisi della composizione corporea.


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Correre fa dimagrire?

Posted by annaiannapt@gmail.com on 30 novembre 2016 alle 10.20 Comments commenti (0)



Correre fa dimagrire? Dipende da cosa intendi per dimagrire. Se per dimagrimento intendi una perdita di massa grassa, la risposta è no.

La maggior parte delle persone crede che la corsa sia la migliore attività bruciagrassi. Ma non funziona proprio così.


La corsa rischia di "cannibalizzare" la massa muscolare e non necessariamente favorisce il consumo di grasso corporeo. Questo dipende anche dai livelli di cortisolo e dalla quantità di massa magra (muscolare) presente nel nostro organismo. Inoltre, in condizioni di forte stress ossidativo bisogna valutare se la corsa, intesa nel senso classico di attività cardio, è l’attività che fa bene. Come sempre, dipende dal soggetto.


Correre al parco o trascorrere ore sul tapis roulant, seguire svariati corsi di aerobica in palestra con la speranza di dimagrire è pura illusione. L’attività aerobica prolungata e continuativa può determinare una perdita della massa muscolare con conseguente perdita di peso. Un’analisi della composizione corporea permette di verificare cosa ha determinato la perdita di peso e se questa è avvenuta nel rispetto della salute. Perdere la massa muscolare, infatti, è rischioso per la salute e altera la nostra fisiologia, abbassando per esempio il nostro metabolismo. Per questo perdere peso non equivale necessariamente a dimagrire.


Ma veniamo ai consumi dell’attività aerobica: cosa consumiamo quando corriamo o pratichiamo una attività aerobica? Il nostro corpo utilizza prevalentemente carboidrati e, in minore percentuale, grassi. Più aumenta l’intensità del lavoro aerobico, più il nostro corpo utilizza carboidrati, quindi zuccheri come fonte energetica. Al contrario, la quantità assoluta di grassi ossidata con l’attività aerobica è scarsa. Con l’attività aerobica iniziamo a consumare grassi con un lavoro lungo e lento: ciò significa dover camminare o correre per centinaia di chilometri prima di poter perdere 1 Kg di grasso! Il buon senso ci porta a immaginare l’impatto a livello delle articolazioni se percorressimo nel tempo centinaia di chilometri con lo scopo di dimagrire. Eppure c’è gente, magari anche in sovrappeso, che macina chilometri tutti i giorni perché vuole dimagrire.


Il vero dimagrimento consiste nella perdita di grasso e non semplicemente nella perdita di peso. Fare un test di bioimpedenziometria è utile per capire come funzionano i nostri meccanismi cellulari e per conoscere i nostri parametri di forma fisica. Inoltre, ai fini del dimagrimento un ruolo chiave è svolto dall’alimentazione. Non è saltando il pranzo tutti i giorni o togliendo pane e pasta che si dimagrisce. Al massimo, si deperisce! Altra abitudine consolidata è andare a correre il mattino dopo una cena con gli amici con la pretesa di smaltire le calorie incamerate la sera prima. Questo forse serve per fare i conti con i nostri sensi di colpa ma certamente non per dimagrire.


Seguire regimi alimentari restrittivi inappropriati ai nostri fabbisogni e sottoporsi a sessioni di allenamento massacranti rischiano di farci perdere la massa muscolare e di creare situazioni di infiammazione cellulare a causa del ristagno di liquidi. Rischiamo così di andare nella direzione opposta. Avete notato che molte donne, per esempio, nonostante le intense ore di attività aerobica non vedono migliorare nel tempo gli effetti della ritenzione idrica sulle loro gambe? Poi magari non si alimentano bene e il grasso non si smuove dai suoi depositi. Quando poi salgono sulla bilancia leggono una diminuzione di peso ma in realtà ciò che è calato non è necessariamente il grasso ma la massa magra. E perdere la massa magra, ovvero i muscoli, significa abbassare il metabolismo e quindi consumare di meno! A livello estetico questo lo si può notare dall' aspetto fisico completamente diverso di chi ha perso peso consumando prevalentemente la massa muscolare e chi invece conserva un fisico tonico con poco grasso corporeo. 


L’attività aerobica fa bene e l’importanza della corsa è fondamentale per la salute del nostro cuore. Il cuore cambia, si adatta in base all’attività fisica e possiamo stimolarlo perché sia più forte e resistente. L’attività fisica migliore per il nostro cuore è quella aerobica. Qualunque tipo di attività fisica, che intenda migliorare il livello di fitness e di benessere, deve puntare all’efficienza del sistema cardiovascolare. Garantirne la funzionalità è fondamentale per la nostra salute, per la nostra vita quotidiana e per affrontare al meglio qualsiasi disciplina sportiva. Le variazioni fisiologiche indotte dall’allenamento aerobico, di resistenza cardiorespiratoria, comportano un miglioramento psicofisico generale e prevengono alcune malattie metaboliche come il diabete, l’obesità, l’ipertensione. Ma “non devi correre maratone per mantenere il cuore sano”. (Journal of American College of Cardiology). Se lo scopo dell’allenamento, invece, è di tipo sportivo o agonistico, entriamo in un altro discorso. Ma qui stiamo parlando di corsa e dimagrimento.


Sicuramente una verità fisiologicamente incontestabile è che con l’attività aerobica l’organismo diventa più capace di utilizzare i grassi come fonte energetica per l’esercizio fisico. Ciò consente di bruciare il glicogeno muscolare ed epatico più lentamente. Questa capacità, se sviluppata, ci aiuterà in tutte le nostre attività quotidiane e a riposo. Correre può aiutare a dimagrire se aumenta la densità mitocondriale. L’attività aerobica aumenta la gittata cardiaca e la quantità di sangue che il cuore riesce ad inviare alla periferia. La corsa può favorire il processo di dimagrimento se migliora la capacità dei muscoli di captare l’ossigeno ma questo dipende dal soggetto e non è uguale per tutti. Inoltre, per far sì che la corsa sia davvero efficace bisogna puntare sull’intensità, valutando per esempio la possibilità di seguire un programma di HIIT (High Intensity Interval Training) e anche questo va programmato in base al soggetto. Altra cosa da considerare è se il soggetto è in forte sovrappeso perché con la corsa si rischia di rovinare le articolazioni.


Per dimagrire occorre stimolare il nostro organismo affinché consumi di più a riposo (consumando così i grassi) e il processo inizia a monte, non dal consumo del singolo allenamento. Si dimagrisce quando siamo a riposo e non quando ci alleniamo. La strada per dimagrire dunque è alzare il metabolismo attraverso l’incremento della massa muscolare. Perdere massa muscolare non favorisce il vero dimagrimento. La massa muscolare è un indicatore di salute, perché i muscoli smaltiscono la maggior parte del glucosio che assumiamo con l’alimentazione: i muscoli si nutrono di zuccheri, senza i muscoli l’eccesso di carboidrati si trasforma in grasso andando a depositarsi. Avere una buona massa muscolare ci permette quindi di avere un metabolismo attivo, di consumare di più, di contrastare l’invecchiamento e la sarcopenia, di prevenire e combattere le malattie metaboliche, di tenerci in forma affrontando al meglio gli anni che passano.


Se volete dimagrire davvero, attenzione a non perdere preziosa massa muscolare!


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Test di Bioimpedenziometria e Analisi della composizione corporea

Posted by annaiannapt@gmail.com on 13 dicembre 2015 alle 05.30 Comments commenti (0)

Il test di Bioimpedenziometria è un esame semplice, non invasivo, affidabile e preciso che fornisce informazioni sulla composizione corporea e sullo stato di idratazione. Siamo spesso concentrati solo sul peso corporeo ma la bilancia non ci dice da cosa è composto. Per esempio, una perdita di peso non equivale necessariamente a un reale dimagrimento. Sono molti i fattori che influenzano il nostro stato di forma fisica e di salute. Oltre al grasso corporeo e alla massa magra, è di fondamentale importanza il livello di idratazione e la distribuzione dell'acqua nel nostro corpo. La Bioimpedenziometria misura l'acqua corporea e come essa è distribuita: acqua intracellulare ed extracellulare.


E' doveroso sottolineare che una corretta idratazione è necessaria per garantire il funzionamento del nostro organismo, del metabolismo e dei meccanismi fisiologici. Se i meccanismi fisiologici sono alterati, bisogna intervenire sullo stato di forma fisica generale, agendo su diversi aspetti della vita dell'individuo perché le variabili sono numerose. Avete notato che molte persone non riescono a migliorare con l’allenamento? Oppure che alcune mangiano meno di altre eppure sono sempre grasse? L'ipertrofia muscolare ricercata per esempio dagli uomini con l'allenamento funziona su una persona che sta bene. Quando ci sono meccanismi fisiologici alterati è inutile ricercarla, la cascata ormonale non si attiva. Nel caso delle donne sono molto frequenti le problematiche che riguardano la distribuzione dell’acqua corporea (cellulite, ritenzione, infiammazione). Dunque, non tutti gli allenamenti sono adatti a tutte le persone indistintamente, ognuno di noi reagisce in maniera diversa allo stimolo allenante perché ognuno di noi è diverso. 

Attraverso la conoscenza della composizione corporea e dall’analisi dei dati, è possibile elaborare un programma di allenamento e un piano alimentare personalizzati svolgendo un lavoro mirato sulla persona in funzione degli obiettivi e per migliorare lo stato di salute, di forma fisica e di performance sportiva. La bioimpedenziometria (BIA) permette di analizzare una serie di fattori: alimentazione, metabolismo, recupero/riposo, allenamento, stress.

Il test è uno strumento in grado di fornire informazioni sullo stato di forma fisica e quindi di salute di una persona. Viene utilizzato in diversi ambiti, dalla nutrizione alla medicina generale e dello sport, dalla preparazione atletica al fitness ed è valido per tutti: sportivi e atleti che devono migliorare la propria condizione fisica e di conseguenza la performance; persone che praticano fitness in palestra, persone che devono dimagrire o che devono rimettersi/mantenersi in forma. 

Senza test l'allenamento rischia di essere un percorso casuale.

Postura e ginnastica posturale

Posted by annaiannapt@gmail.com on 02 dicembre 2015 alle 06.30 Comments commenti (0)


La Postura, propriamente intesa come atteggiamento del corpo nello spazio, è un ambito molto complesso che abbraccia diversi settori di studio, dalle Scienze Motorie all’Osteopatia, alla Fisioterapia e alle tecniche ortopediche.


Il nostro corpo si confronta con l’azione della forza di gravità, sia in condizione statica sia dinamica, per svolgere le sue funzioni e per permetterci di vivere la nostra relazione con lo spazio e il mondo che ci circonda. Le informazioni posturali vengono raccolte da numerosi sistemi del nostro organismo: sensoriale, propriocettivo, vestibolare, cutaneo, visivo. Il nostro sistema sensoriale, ad esempio, ci permette di avere il senso di posizione e di movimento. Poi ci sono i recettori muscolari, articolari e vestibolari. La priorità dell’uomo è quella di mantenere la posizione eretta per lungo tempo e nel modo più economico possibile ma in realtà non è mai in equilibrio perché sono presenti sbilanciamenti anteriori, oscillazioni e aggiustamenti posturali. Fondamentale è il ruolo delle catene muscolari, del tono muscolare, della mobilità articolare.


Il mio approccio alla Ginnastica posturale si basa sul metodo scientifico fondato sul lavoro congiunto delle Scienze Motorie, dell’Osteopatia, della Fisioterapia e della Chinesiologia.


Da questo approccio nasce il mio metodo di lavoro: partendo da un’analisi posturale elaboro un programma di recupero e di allenamento altamente personalizzato. Ritengo indispensabile un lavoro individualizzato per garantire la qualità e l’efficacia del lavoro.


Il lavoro “uno a uno” mi permette di concentrarmi sul singolo in maniera esclusiva ed efficace attraverso una programmazione strutturata e un’accurata valutazione per mezzo di test specifici, per studiare e riconoscere cause e compensazioni di disequilibri, disfunzioni muscolo scheletriche, paramorfismi. Ogni persona è un individuo unico. Ognuno di noi tende ad acquisire posizioni scorrette. Queste abitudini nel tempo diventano disfunzioni che creano dolore e mancanza di libertà nei movimenti. Attraverso un programma di ginnastica posturale personalizzato è possibile promuovere il ripristino di movimenti, la riatletizzazione dei distretti in disequilibrio, lavorando su atteggiamenti asimmetrici e posture scorrette che nel tempo potrebbero creare il malfunzionamento di organi vitali. Lo scopo è condurre le persone nel percorso di miglioramento per ridurre stati dolorosi dovuti a una scorretta postura e alle tensioni muscolari, per migliorare la prestazione atletica, funzionale e lo stato di salute generale.


Attraverso una serie di esercizi apparentemente semplici, si attiva la muscolatura più profonda, lavorando sulla respirazione e sul rilassamento. In questo modo si cerca un corretto uso del respiro, viene migliorata la concentrazione e l’ascolto delle percezioni corporee. Si lavora inoltre sull’allungamento delle catene muscolari in maniera globale, allentando le restrizioni muscolari e le tensioni e rinforzando i distretti carenti; si agisce sul sistema connettivo e miofasciale e sul miglioramento della mobilità articolare.


La Ginnastica Posturale è adatta a tutti, non solo a chi ha subito traumi fisici o in caso di algie in genere, ma a individui di tutte le età che intendano migliorare lo stato di salute, la qualità e la funzionalità del movimento, per prevenire infortuni, dolori e problemi muscolo- articolari.

 

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Alimentazione e nutrizione: in medio stat virtus

Posted by annaiannapt@gmail.com on 04 novembre 2015 alle 11.10 Comments commenti (0)



Oggi siamo tutti iper alimentati ma ipo nutriti. Purtroppo il cibo che acquistiamo oggi è scadente dal punto di vista qualitativo e quindi nutrizionale. Le nostre abitudini sono cambiate perché viviamo in un’ epoca in cui non si ha più tempo per preparare, non si ha più tempo neanche per prendersi cura di sé stessi e di chi ci sta accanto. I prodotti al supermercato non sono freschi, hanno viaggiato per settimane per arrivare a destinazione e anche la frutta e la verdura, raccolti ancora non maturi, hanno perso le loro sostanze nutritive.

 

Dovremmo scegliere sempre prodotti locali e consumarli appena raccolti perché solo così contengono vitamine e proprietà antitumorali. La maggior parte della frutta e della verdura andrebbe consumata ogni giorno al naturale, cruda, fresca. Via libera a macedonie, frutta a fette e a centrifugati!

Anche la conservazione dei cibi in frigo è fondamentale per far sì che un prodotto sia di qualità. Siamo abituati a riempire il frigo ma in realtà la spesa andrebbe fatta giorno per giorno. Altro aspetto importante riguarda i metodi di cottura: con la cottura la struttura chimica degli alimenti cambia e le verdure cotte troppo al lungo perdono le loro proprietà.

 

Nell’era industriale gli alimenti che consumiamo sono prevalentemente raffinati e pieni di conservanti. La ricerca scientifica mette in relazione l’aumentato consumo di zuccheri raffinati con il rischio di sviluppare un tumore. Le cellule tumorali infatti sono avide di zuccheri e ne consegue una loro proliferazione. Il consumo eccessivo di zuccheri raffinati nella nostra alimentazione può mettere in serio pericolo la nostra salute. E’ diventato quasi un lusso la ricerca di alimenti naturali che ci permettano di mantenerci sani e di prevenire le malattie. Un ritorno al cibo naturale sarebbe la scelta più giusta. La vita quotidiana è sempre più stressante ed è difficile conciliare i ritmi della civiltà contemporanea con la scelta di uno stile di vita più funzionale ai nostri bisogni. Ma viviamo in questo mondo. Tant’è.

Non possiamo scegliere di vivere in un’epoca diversa però possiamo sviluppare maggiore coscienza e fare scelte più rispettose anche per il nostro pianeta che sta esaurendo le sue risorse.


Come spesso dico ai miei allievi e clienti, acquistare consapevolezza ci può aiutare comunque a fare scelte più sagge e meno pericolose per la nostra salute e per avere uno stile di vita più sano. Anche piccoli aggiustamenti servono per iniziare a cambiare qualcosa.

Non esiste la perfezione ma possiamo impegnarci a migliorare un po’ alla volta gradualmente, cercando di fare scelte più consapevoli anche quando, per esempio, siamo al bar per la pausa pranzo, ad una cena di lavoro o al supermercato. Se non si possiede un orto, incoraggio a fare la spesa dal proprio contadino di fiducia (quando si può)  e di acquistare i prodotti naturali come la frutta, la verdura, i legumi, i cereali non raffinati. E’ possibile gustare ricette sfiziose, nutrienti e veloci da preparare. La parola d’ordine è organizzazione! Se ci organizziamo, possiamo scongiurare il rischio di avventarci sul frigo in modo quasi compulsivo svaligiandolo e magari divorando le prime porcherie che ci capitano davanti. Ogni giorno nel mio lavoro cerco di promuovere la cultura della salute e di sostenere le persone in questa che è diventata ormai una sfida: nutrirsi e non semplicemente alimentarsi! Cerco sempre di spronare le persone ad essere consumatori attivi e a non subire le proposte del mercato. Come sempre è l’informazione e lo studio che ci permettono di smontare gli stereotipi e di scoprire falsi miti che spesso si nascondono in maniera subdola.

 

La scelta degli alimenti dovrebbe essere fatta conoscendo la provenienza e leggendo le etichette, anche degli integratori che a volte molto superficialmente ci vengono propinati dalla pubblicità e sedicenti professionisti. Impariamo a leggere le etichette e ad ascoltarci perché gli effetti di un alimento e la sua digestione sono soggettivi. Ognuno di noi è un universo biochimico.

 

Il cibo ha una valenza importante perché riguarda un altro aspetto importante: il benessere psicologico. Il benessere è dato dalla somma di tre aspetti: psiche, alimentazione e movimento. L’alimentazione deve essere anche socialità. Quindi non saranno quelle poche calorie di scarto ad avere un impatto devastante sulla nostra salute se questo capita una volta o ogni tanto. Gli sgarri ci devono essere per rientrare nelle liee guida! Essere troppo rigidi ci allontana dal piacere del cibo come socialità. Gli eccessi guastano sempre in ogni senso.

In medio stat virtus!


La differenza la fa la consapevolezza e sapere di cosa ha bisogno il mio organismo, sapere di cosa ho bisogno io perché so ascoltarmi e so come comportarmi il giorno dopo se, per esempio, il sabato sera faccio i bagordi a tavola! Le diete con grammi e calorie sono fallimentari, le diete di mantenimento non esistono.


Esiste un’alimentazione adatta alle proprie esigenze fisiologiche per raggiungere e mantenere una buona composizione corporea, per il proprio benessere, per migliorare lo stato di salute, di forma fisica e di performance sportiva. L'analisi della composizione corporea è il punto di partenza per programmare un'alimentazione personalizzata e un piano di allenamento in funzione degli obiettivi.


Bisogna imparare a distribuire nella giornata gli alimenti in maniera corretta e adatta alle nostre reali necessità e a fare i giusti abbinamenti tra i vari nutrienti con attenzione ai cicli ormonali, all’idratazione e al funzionamento del nostro secondo cervello, l’intestino che ha la funzione fondamentale di assorbimento dei nutrienti.

 

Ricordate, siamo noi i responsabili della nostra salute, sfighe a parte!

 

 

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Perdere grasso e aumentare la massa muscolare

Posted by annaiannapt@gmail.com on 02 novembre 2015 alle 17.10 Comments commenti (0)



Quanto è difficile dimagrire! Come più volte detto su questo blog e sulla mia pagina facebook, perdere peso non equivale a dimagrire. Molte persone fanno fatica ad accettare questa realtà fisiologica. E’ gratificante vedere l’ago della bilancia andare giù ma il peso che leggiamo non è sempre sinonimo di dimagrimento, salute e forma fisica.


Regimi alimentari troppo restrittivi causano una perdita di massa magra (e muscolare) rallentando così il metabolismo e peggiorando il livello di infiammazione cellulare. I muscoli hanno una funzione fondamentale per la nostra salute e perdere massa muscolare mette il nostro organismo in una condizione di forte stress che dovrà fronteggiare compensando in qualche maniera.


Le diete miracolose non esistono, le mode del momento ne propongono una varietà, la maggior delle quali sono prive di fondamento scientifico. Seguendo una dieta qualcuno potrà notare una perdita di peso sulla bilancia ma quel peso in realtà non è indicatore dello stato di salute e di vero dimagrimento. Dimagrire significa perdere grasso aumentando la massa magra. Inoltre, non solo è importante cosa si mangia ma quello che espelliamo. L’intestino ha una funzione vitale fondamentale, per questo viene chiamato il nostro secondo cervello.


Le diete falliscono perché non permettono di perdere grasso, spesso sono troppo rapide pertanto tendono a conservare il grasso, a rallentarne la combustione e a bruciare la massa magra che invece è la parte più importante per mantenere attivo il nostro metabolismo! Un metabolismo che funziona è in grado di farci bruciare prevalentemente grassi. Per questo sconsiglio regimi calorici restrittivi che possano rallentare il metabolismo. Il deficit calorico non deve mai andare al di sotto del proprio metabolismo basale.


Altro motivo per cui è difficile perdere grasso è lo stress e il livello di infiammazione cellulare. Se siamo stressati, stanchi, dormiamo poco e male, perdere grasso soprattutto addominale diventa davvero un’ardua impresa. Infatti se il cortisolo, detto ormone dello stress, prodotto dalla ghiandole surrenali, è alto tutto il giorno, il nostro organismo per difendersi dallo stress conserva il grasso come energia di riserva per fronteggiare le difficoltà. Il nostro organismo è una macchina eccezionale costruita per garantirci la sopravvivenza. Attraverso un semplice test, la bioimpedenziometria, è possibile capire il livello di stress, di infiammazione cellulare e di ritenzione idrica e programmare un allenamento adatto alle proprie esigenze fisiologiche.


Con una corretta alimentazione e un allenamento personalizzato è possibile ridurre il grasso e aumentare la massa muscolare contemporaneamente. Il lavoro svolto deve essere monitorato con il test di bioimpedenziometria che permette di verificare l’efficacia dell’allenamento e dell’alimentazione, monitorando i cambiamenti della nostra composizione corporea: massa magra e muscoli, massa grassa, idratazione e il metabolismo. Grazie a questo strumento è possibile verificare nel tempo la perdita di massa grassa e il contemporaneo aumento di massa muscolare.


Quando ci sono i meccanismi fisiologici alterati alcuni allenamenti non sono adatti per dimagrire ma rischiano di peggiorare la situazione. Se poi ci sottoponiamo a regimi alimentari troppo restrittivi e inadeguati ancora peggio!


Anche l’ipertrofia muscolare non avverrà se i meccanismi fisiologici sono alterati: la cascata ormonale non si attiva. Ecco perché molti uomini che ricercano la crescita muscolare non riescono a vedere i risultati desiderati. Ed ecco perché molte donne dopo infiniti corsi di gruppo e ore trascorse in palestra non raccolgono i frutti sperati.


Prima affronto l'alterazione perché questa crea problemi sulla composizione corporea, poi valuto un programma di allenamento. A volte ci si allena troppo e si recupera male, lo stress, l'alimentazione, l'intensità e la durata dello stimolo allenante...senza una analisi della composizione corporea l'allenamento rischia di diventare sterile, inefficace, casuale se non peggiorativo.

 

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L'importanza della Bioimpedenziometria nella personalizzazione dell'allenamento. Cos'è e a cosa serve.

Posted by annaiannapt@gmail.com on 28 agosto 2015 alle 04.50 Comments commenti (0)



Nel settore sportivo e del Fitness, come in quello della nutrizione, l’Analisi della composizione corporea è fondamentale per realizzare un piano di allenamento personalizzato, accompagnato da un’alimentazione costruita su base individuale.


Per stimare la composizione corporea di una persona è importante conoscere la quantità di acqua presente nel corpo. Non tutti infatti abbiamo una buona idratazione corporea. In alcuni casi la disidratazione o la ritenzione idrica possono essere dannosi o addirittura pericolosi per la nostra salute. La componente liquida nel nostro organismo è importantissima: l’acqua è il costituente primario del corpo umano. La nostra massa magra (di cui il muscolo fa parte) contiene circa il 73% dell’acqua totale!


Conoscere la propria composizione corporea, valutando il proprio stato di idratazione, è possibile solo attraverso la Bioimpedenziometria (BIA), un esame tricompartimentale che permette di fare una analisi di tipo qualitativo della composizione corporea: permette di vedere la massa magra, i muscoli, la massa grassa, le ossa e l’acqua. Il peso che leggiamo sulla bilancia invece ci dice solo la massa corporea, cioè l’insieme dei vari compartimenti che ci costituiscono.


L’esame Bia è veloce e comodo: la persona si distende su un lettino, vengono applicati due piccoli elettrodi sulla mano e sul piede e in pochi istanti avviene la misurazione.


E’ doveroso sottolineare che con questo strumento è possibile concentrarsi non solo sul grasso corporeo ma anche sulla massa magra, sulla massa muscolare e sul livello di idratazione per valutare lo stato di nutrizione e il programma di allenamento più efficace.


Quando perdiamo peso quindi è necessario preservare la massa magra perché è quella che fa bruciare le calorie!


La perdita di peso indicata dalla bilancia non corrisponde purtroppo solo a una diminuzione di massa adiposa.


Se un mio/mia cliente perde peso e parte di quel peso è costituito non solo dal grasso ma soprattutto dalla massa magra, mi devo preoccupare perché vuol dire che la persona ha mangiato male, si è allenata troppo o troppo poco, ha ritenzione idrica o un livello di infiammazione che vanno a intaccare la massa magra. Altre problematiche legate invece a patologie sono di competenza medica.


Il cliente, al momento, può essere contento, perché vede calare il peso sulla bilancia, ma se è la massa magra ad essere calata, purtroppo si rischia di abbassare il metabolismo e di ottenere l’effetto opposto rispetto all’obiettivo del dimagrimento. La bilancia dunque non ci dirà in che direzione stiamo andando.


Intraprendere un programma di Personal Training, che preveda l’utilizzo di una strumentazione valida come la Bioimpedenziomentria, significa monitorare l’andamento della persona, verificare i progressi o i regressi, modificare l’allenamento e l’alimentazione ed eventualmente cambiare approccio per guidare la persona nel suo percorso finalizzato al raggiungimento degli obiettivi. In una parola: personalizzazione. Senza test mirati, infatti, non sappiamo in che direzione stiamo andando e l’allenamento rischia di essere affidato al caso. Ognuno di noi è un individuo a sé. Esiste la Teoria dell’Allenamento, poi esistono le persone.


Anche la Plicometria è uno strumento utile, ma è incompleto perché si basa su una analisi di tipo bicompartimentale. Pertanto, è bene utilizzarla conoscendone i limiti e integrandola, a mio avviso, con l’ esame bioimpedenziometrico.

 

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Chi è il Personal Trainer? E cosa fa?

Posted by annaiannapt@gmail.com on 25 agosto 2015 alle 09.15 Comments commenti (1)



Spesso si confonde la figura del Personal Trainer con quella dell’Istruttore in palestra.

Inoltre, non è chiaro a tutti che il Personal Trainer è una figura professionale che ha competenze ampie che abbracciano vari ambiti, dalla nutrizione alla scienza del movimento, dall’allenamento alla postura alla rieducazione funzionale…e così via.

Chi si rivolge a un Personal Trainer si affida a un professionista che offre un servizio di qualità. Come un Avvocato deve avere conoscenze del Diritto, il Personal Trainer deve conoscere l’Anatomia, la Fisiologia e la Biomeccanica, basi necessarie su cui poggiano le altre conoscenze e si sviluppano le competenze. E’ una figura completa che collabora e dialoga eventualmente con altri professionisti, con il medico, il fisioterapista, l’osteopata, il dietologo o il nutrizionista.

Il Personal Trainer è un professionista che ha studiato e continua a studiare, che investe sulla propria formazione e che matura continuamente le proprie competenze attraverso l’esperienza. Esistono diversi corsi di Formazione per Personal Trainer, ma solo alcune scuole sono davvero accreditate e formano i veri professionisti. La laurea in Scienze Motorie conferisce sicuramente uno spessore maggiore alla figura professionale e rappresenta una base importante, ma da sola non garantisce competenze e professionalità. Sono fondamentali i corsi di formazione specifici e tecnici che prevedono il superamento degli esami, i corsi di specializzazione, i master e i seminari erogati da Università o Enti di formazione accreditati in cui insegnano docenti, esperti ed esponenti del settore. Infine, occorrono l’esperienza maturata e crescente e l’apertura mentale.

 

Oggi più o meno tutte le palestre e i centri Fitness sono dotati di Personal Trainer che offrono un servizio di qualità superiore al servizio di base garantito al momento dell’iscrizione in palestra. L’istruttore è il tecnico che si occupa dei corsi di gruppo o dell’Assistenza in sala pesi. Quando acquistate un abbonamento in palestra, sarete affidati a un istruttore, non a un Personal Trainer. Anche se al momento dell’acquisto trovate chi vi dirà che con l’abbonamento avrete la scheda con il Personal Trainer, sappiate che in realtà spesso sarete affidati a un Istruttore che, in mezz’ora o poco più, si dedicherà a voi per farvi una scheda “base”, spiegandovi gli esercizi, garantendovi così il servizio che avete acquistato.

A scanso di equivoci sottolineo la distinzione, perché spesso si fa confusione: il lavoro con il Personal Trainer è tutta un’ altra cosa. L’Istruttore mette al servizio di tutti i clienti o i soci del club le proprie competenze, monitora e talvolta insegna l’esecuzione degli esercizi, può elaborare tabelle di allenamento, garantendo un servizio base agli iscritti della palestra che hanno acquistato un abbonamento. E’ quindi un servizio che si rivolge a tutti. Spesso l’Istruttore per mancanza di tempo (deve vigilare sulla sicurezza della palestra) non è in grado di spiegare bene gli esercizi. Altre volte l’Istruttore è un appassionato che si allena da anni, ma che non ha le competenze necessarie perché non ha mai messo piede fuori dalla sua palestra, non ha mai studiato e magari si attiene alle credenze dei vecchi culturisti. La mentalità e il livello culturale (per "il livello culturale" non mi riferisco esclusivamente al titolo di studio ma all’insieme che costituisce la persona), oltre all’esperienza e al percorso formativo, fanno del Personal Trainer una figura professionale.


Fino a qualche anno fa e in molti casi ancora oggi, il ruolo di istruttore veniva affidato a chi aveva praticato uno sport per un certo periodo di tempo ed era in grado di insegnare i movimenti fondamentali di una determinata disciplina. Oggi l’Istruttore può essere anche un giovane laureato che ha iniziato il suo percorso professionale e che è in grado di erogare il servizio base ai clienti garantito dalla struttura per cui lavora. Ci sono bravi istruttori che lavorano bene perché stimolano schemi motori di base, l’apprendimento e il miglioramento della postura. Se l’Istruttore non lavora in questo modo e vi propone una serie di esercizi con macchine inutili e dannose, allora state avendo a che fare con una persona incompetente.


Oltre il servizio base c’è un servizio di qualità che si basa sulla personalizzazione dell’allenamento: qui si apre un mondo nuovo, fatto di conoscenze, strumenti e metodi di lavoro che tengono conto dell’individuo come entità unica. Questo servizio non lo si può paragonare a quello “classico” in palestra e, ovviamente, ha altri costi e altri benefici.

 

In questo settore, purtroppo, c’è molta presunzione, alcuni affermano di essere Personal Trainer, ma in realtà sono degli improvvisati, persone che magari si allenano da anni e che sfruttano la loro immagine per proporsi.  Per anni in questo settore ha regnato la componente narcisistica nella sua variante patologica ed esasperata. Questo ha contribuito a diffondere un'immagine del Fitness e delle palestre legata puramente a fattori estetici ed edonistici. Certamente entrare in palestra e vedere istruttori e clienti posare di fronte allo specchio, personale troppo pieno di sè non aiuta a comprendere cosa sia il Fitness. Il Fitness nasce dalla collaborazione di preparatori atletici, medici dello sport, dietologi, psicologi. Fitness è salute, benessere, prevenzione. E' impensabile quindi che ci si possa improvvisare Personal Trainer, oggi più che mai. La laurea in Scienze Motorie ha introdotto corsi di studio specifici dove vengono colmate le lacune dei precedenti ISEF, Istituti di formazione per insegnanti di educazione fisica. La professione dell'Istruttore ha subito e continua subire trasformazioni ed è necessario studiare il sistema umano nel suo insieme. Occorre aggiornamento continuo.


Da giovane ho lavorato come Assistente e Istruttrice di Sala Pesi ma non mi sono mai spacciata per Personal Trainer. Bisogna iniziare dal basso, fare gavetta, studiare, investire, crederci, avere la mente aperta a 360°, ragionare con la propria testa. La figura del Persona Trainer è il risultato di un lungo percorso fatto di studio, esperienza e crescita personale. Infine, la motivazione all'aggiornamento continuo fa di questa figura un vero professionista.


Mi alleno spesso in giro per le palestre da nord a sud e vedo eseguire movimenti privi di senso, contrari alla reale funzione, irrispettosi dell’Anatomia umana. Vedo alcuni tecnici di questo settore e utenti allenarsi secondo schemi e vecchi luoghi comuni. La mancanza di umiltà, di flessibilità e l’incapacità di ragionare fissandosi su schemi rigidi sono caratteristiche che mal si addicono a chi svolge questa professione. Alcuni sono ancora troppo legati a un'immagine esageratamente narcisistica, talvolta proponendo metodi non naturali che contraddicono i valori stessi del Fitness e contribuendo ad aumentare la confusione tra le persone. 


Il mio consiglio, prima di scegliere un Personal Trainer, è di informarsi prima sul percorso formativo. Cercate di capire se il suo lavoro si basa realmente sulla personalizzazione. Il Personal Trainer non è quello che conta semplicemente le ripetizioni mentre eseguite un esercizio o che vi intrattiene mentre vi allenate. Un Personal Trainer è un professionista che non lascia nulla al caso e che studia, elabora il vostro piano di allenamento e alimentare sulla base delle vostre esigenze individuali e che collabora con altri professionisti, se occorre. Ognuno è un universo unico, non esistono esercizi o metodi di allenamento giusti o sbagliati, esiste l’individuo. Il lavoro del Personal Trainer parte da una anamnesi iniziale e dalla conoscenza della persona, utilizzando una serie di test e strumenti, e si basa su presupposti scientifici. Il curriculum di un Personal Trainer a mio avviso dovrebbe essere pubblico, visibile ai clienti. Poi, se avete dei dubbi, fatevi fissare un eventuale colloquio per conoscere il professionista che sceglierete.

 

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